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Fort Lauderdale...Il giorno dopo... PDF Print E-mail
Written by Franco   
Monday, 04 May 2009 20:20
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Ricevo in questi giorni diversi contatti da giornali ed emittenti televisive che vorrebbero chiarimenti e dettagli sull'accaduto, nonché i nostri intendimenti alla luce del tragico evento che ha interessato il centro dove Elisa si sottoponeva alla terapia iperbarica.

Dal momento che non sempre viene riportato, probabilmente per mia scarsa capacità comunicativa, con la dovuta esattezza quello che dico, magari riportando tra virgolette frasi che non ricordo, preferisco esporre qui, nel sito, che vorrete pertanto ritenere unica fonte ufficiale, quello che stiamo vivendo e quelle che di giorno in giorno, di volta in volta, sono le decisioni prese nella mutevole situazione in cui Paola, Maura ed Elisa si trovano.

- Per quanto riguarda l'Ocean Hyperbaric Neurologic Center (OHNC), ovvero la società fornitrice l'ossigenoterapia, la proprietà ha manifestato tutta la disponibilità a cercare di minimizzare il disagio per i numerosi utenti, sia rimborsando le terapie già pagate e non effettuate, sia assicurando il servizio presso un'altra struttura a coloro che volessero continuarla.

Ovviamente molte delle famiglie interessate hanno remore ad accollarsi un rischio percepito ora più alto. Ovvero, mentre il rischio “medico” era stato già valutato ed assunto da tutti coloro che credono nei benefici di questa terapia, altrettanto non si può dire di quello legato alla sicurezza dello strumento, elemento questo esulante dalla conoscenza e competenza di tutti noi.

Per quanto ci riguarda, ancorché l'ossigenoterapia fosse uno degli elementi portanti della terapia di Elisa e nonostante i benefici che, secondo noi e secondo le persone che conoscono la bimba, questa abbia sinora prodotto, al momento l'evento luttuoso è troppo presente e vivo per consentire di riprendere tale terapia.

- Anche la fisioterapia, svolgendosi al piano superiore, ha subito un forte impatto dall'evento. La Therapies4Kids, in attesa che venga consentito l'accesso ai locali, si è detta disponibile ad effettuare le cure in un altro loro centro, comunque distante, che creerebbe disagi logistici di fatto difficilmente affrontabili. Sembra comunque che nel giro di qualche giorno l'attività del centro possa riprendere.
Quindi Elisa, in questo mesi che rimangono, tenterà di fare la fisioterapia (attualmente 3 ore al giorno con il metodo Therasuit), la logopedia, la terapia craniosacrale e la neurofeedback.

Lo so, quanto è accaduto ci ha “ammutoliti”, ha inferto un duro colpo alle nostre fragili certezze. Ci ha fatto sentire così piccoli di fronte al “fato” ed agli eventi; timonieri in un mare indifferente pronto a renderci naufraghi o semplice concime per alghe. Inutile ricordare come le persone direttamente interessate nella tragedia abbiano condiviso con noi in questi pochi mesi, speranze, sogni, aspettative, dubbi e attese. Di come ci siamo sorretti a vicenda per trovare conforto alle nostre incerte decisioni ed ai rischi che ci assumevamo.

Credo che dobbiamo metabolizzare l'accaduto, senza la ricerca morbosa di colpe, confortati da facili ed ignavi “...l'avevo detto...”. L'ultima cosa da fare è strumentalizzare la disgrazia per asservirla a mollicci immobilismi e comodi alibi per le coscienze.

Continuate a farci sentire la vostra presenza. Ne abbiamo veramente bisogno.



Franco